Stelle marine in acquario marino
Valerio ChiaradonnaLe stelle marine sono affascinanti e scenografiche, ma in vasca marina possono essere tra gli invertebrati più delicati da gestire, soprattutto nelle vasche giovani o instabili. Molte stelle soffrono sbalzi di salinità, temperatura e qualità dell’acqua e spesso i problemi non si vedono subito: sembra tutto ok, poi dopo poche settimane iniziano a deperire. Prima di comprarne una, vale la regola d’oro: stabilità prima di tutto.
La domanda giusta: “di cosa si nutre?”
In natura le stelle marine hanno diete molto diverse a seconda della specie (predatrici, spazzine/detritivore, specializzate), quindi la prima cosa da chiarire è l’alimentazione reale dell’esemplare in vendita e se la vasca può sostenerla. Alcune specie hanno bisogno di microfauna e biofilm presenti in acquari maturi, e in vasche “troppo pulite” rischiano di non trovare abbastanza cibo. Per questo una stella marina “a caso” spesso non è un buon acquisto d’impulso, anche se è bellissima.
Vasca matura e valori stabili (senza stress)
Le stelle marine, come molti invertebrati marini, tendono a soffrire gli stress da manipolazione e i cambi rapidi di ambiente. In generale è importante evitare variazioni brusche e gestire l’inserimento con calma, perché la loro tolleranza agli sbalzi può essere bassa. Anche fuori dall’acqua per “due secondi” per una foto: meglio evitare, sono animali delicati.
Compatibilità: non è solo “ci sta bene come colore”
In vasca la compatibilità dipende da specie e coinquilini: alcune stelle possono infastidire coralli o altri invertebrati, altre possono essere infastidite da pesci curiosi o granchi “troppo vivaci”. Inoltre non tutte le stelle sono adatte alla classica vasca di barriera: alcune richiedono fondi sabbiosi specifici o disponibilità costante di cibo sul substrato. Morale: prima si sceglie l’ecosistema, poi l’animale “wow”.
Schede tecniche (specie comuni in acquario)
Se l’idea è “voglio una stella marina perché è stupenda”, ottimo: però prima si fa un check veloce della vasca (litri, età della vasca, tipo di fondo, popolazione, routine di manutenzione) e poi si valuta se ha senso e quale specie è più adatta. In alternativa, si possono considerare invertebrati più “semplici” per iniziare, e arrivare alla stella quando la vasca è davvero pronta. Così si evitano acquisti che sembrano facili ma finiscono male (per l’animale e per il portafoglio).
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